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8 novembre 2005

La Pace: dal 1982 una pagina aperta.

di Alessandro Balsamo


Un milione di firme per chiedere al Governo italiano di sospendere la costruzione della base missilistica a Comiso. E’ in pieno svolgimento la campagna a sostegno del disarmo del Mediterraneo, quando Pio La Torre due giorni prima del suo assassinio scrive un suo intervento sul tema della Pace che apparirà postumo su Rinascita del 14 Maggio 1982.

Nessuno si aspettava che in Sicilia si sarebbe sviluppato un movimento di opposizione di tale portata e che la questione di Comiso si sarebbe trasformata in una bandiera per tutte le forze di pace italiane ed europee. “La strategia americana tende oggi a coinvolgere l’Italia in avventure belliche fuori dai confini - scriveva La Torre - e dalla concezione difensiva del Patto Atlantico. In questa logica l’installazione della base di Cruise a Comiso trasformerebbe la Sicilia in un avamposto di guerra in un mare Mediterraneo già profondamente segnato da pericolose tensioni e conflitti. Noi dobbiamo rifiutare questo destino e contrapporvi l’ obiettivo di fare del Mediterraneo un mare di pace. Ecco allora -  continua La Torre – la necessità di adeguate iniziative che colleghino la lotta della Pace agli obiettivi dello sviluppo economico di quest’area”.

Questo significava entrare nel vivo dei rapporti Nord-Sud con tutte le implicazioni che ciò comportava per la politica del Paese e dell’ Europa, rivoluzionare le politiche di sviluppo per la Sicilia che stava divenendo un vero e proprio poligono nucleare in un’ area già terribilmente instabile come quella del Mediterraneo e spostare su posizioni di progresso tutte le forze disponibili in un contesto politico dove le scelte del Governo italiano e siciliano erano tra le più arretrate.

La sospensione della costruzione della base di Comiso rappresentava una risposta immediata e un punto di partenza fondamentale per la crescita della Sicilia in un “progetto pace e sviluppo”. Intanto al movimento di pace aderivano la federazione regionale CGIL-CISL-UIL, l’ Arci, le Acli e le organizzazioni unitarie contadine e artigiane, che andavano a comporre uno schieramento vasto e diverso per appartenenze e tradizioni. Al lancio della petizione al Circolo della stampa a Palermo intervennero i rappresentanti della cultura di ogni orientamento politico, culturale e religioso; in quella circostanza, l’ esponente delle Acli, Angelo Capitummino, annunziò che i deputati regionali democristiani che avrebbero votato per chiedere la “sospensione della costruzione della base” erano saliti da 4 a 10.

Nel frattempo anche il Presidente dell’ Assemblea Regionale Siciliana, Salvatore Lauricella, si associava esplicitamente alla richiesta di sospendere la costruzione. Tutto ciò aveva enormi conseguenze sullo scenario politico dell’ Isola e non solo; seguiva l’ adesione di esponenti socialisti, degli altri partiti laici e della DC nel Comune di Palermo, nei quartieri delle grandi città, nei luoghi di lavoro e nelle scuole. La forza delle idee di La Torre aveva scardinato la rigida ortodossia dei partiti e del sistema politico del Paese, la modernità di quel pensiero poneva in crisi tutto il sistema culturale e diventava scomodo per tutti quanti ancoravano il loro potere su un sistema lontano dalla partecipazione di massa, dalle politiche di sviluppo della Sicilia, dalle determinazioni culturali tendenti alla legalità, alla Giustizia e al riscatto della passione civile.

La base teorica di quel movimento si poneva come motore di modernizzazione di tutto il mondo politico, culturale e civile, delineava uno capovolgimento delle principali azioni politiche internazionali del nostro Paese.

Il peso di una enorme potenza politica come gli Stati Uniti d’America e il ruolo conseguente dell’ Italia in termini di relazioni internazionali, l’ azione politica volta al coordinamento e alla cooperazione tra i paesi dell’ Europa per la costituzione di un’ area di sviluppo e di pace nel Mediterraneo e tanti altri temi introdotti dal movimento di Pio La Torre, proiettano i fatti di Comiso verso la nostra epoca. Tragicamente, infatti, a distanza di quasi trent’ anni, il bacino del Mediterraneo e le aree limitrofe sono la sintesi degli scontri geopolitici di tutto il pianeta; la politica estera degli Stati Uniti negli ultimi anni non ha accennato alcun cambiamento relativo alla gestione dei rapporti internazionali, e pone la prima potenza mondiale come protagonista di un percorso storico, terribilmente caratterizzato dall’ uso della forza piuttosto che della politica, come strumento di risoluzione per le controversie internazionali. Un comunista siciliano fino a pochi giorni dalla sua scomparsa ribadiva la necessità di pace per qualsiasi azione rivolta allo sviluppo di un territorio o di una società. Le politiche arretrate dei governi che La Torre contrastò, non hanno trovato nel corso degli ultimi decenni nessuna svolta evolutiva e come  solitamente accade nel nostro Paese, coloro i quali assumono delle responsabilità di governo fuggono le esperienze storiche e politiche, il ricordo e la memoria di chi ha interamente dedicato la propria esistenza a favore della Vita e della Pace.




permalink | inviato da il 8/11/2005 alle 18:37 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa

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