.
Annunci online

  lafreccia Informazione libera e diretta
 
Diario
 


laFreccia
Informazione libera e diretta!



lafreccia2005@libero.it



Realizzato dai ragazzi di
ContrariaMente







7 dicembre 2005

Primarie: Successo della Borsellino



Sarà dunque Rita Borsellino il candidato dell’Unione per la corsa alla presidenza della Regione Siciliana. La sorella del magistrato ucciso dalla mafia nel 1992 ha avuto un successo netto alle elezioni primarie del centrosinistra per scegliere chi correrà per succedere a Totò Cuffaro alla poltrona di Palazzo D’Orleans. La Borsellino, appoggiata da DS, Udeur e Uniti per la Sicilia (la lista che vedeva insieme Rifondazione Comunista, Italia dei Valori, Sdi, Verdi e Comunisti Italiani) ha avuto la meglio sul candidato della Margherita, il rettore dell’Università di Catania Ferdinando Latteri. Le consultazioni si sono svolte in un clima tutto sommato sereno, fatta eccezione per qualche “scaramuccia” (la validità dei voti dei due seggi di Messina). I numeri parlano di 180.000 votanti, ben aldilà delle 130000 preferenze auspicate dal responsabile DS per le primarie Tonino Russo. Un po’ meno, invece, delle 198000 delle primarie nazionali. Il risultato è comunque ragguardevole considerato che si tratta di una consultazione nata in poco tempo.

Lasciate le primarie alle spalle, adesso tutta l’Unione dovrà tirare la corsa alla Borsellino per vincere le prossime elezioni regionali. La neo candidata si presenta forte della sua esperienza nel mondo dell’Associazionismo, che l’ ha vista impegnata in prima linea nella lotta alla mafia e in favore della legalità. Qualcuno all’interno dell’Unione (rutelliani) ha storto il naso quando è stata proposta la candidatura della farmacista palermitana. Adesso però dovrà prendere atto della scelta dei siciliani che si rispecchiano nel programma di centrosinistra e appoggiarla in maniera decisa. D’altronde anche “pezzi” di DL, come Leoluca Orlando (espulso dalla direzione nazionale del partito) hanno espressoli loro appoggio alla Borsellino. L’impresa più difficile, forse, sarà proprio far digerire questa candidatura ai moderati dell’Unione. 
                                                          
Manlio Melluso 
 
    




permalink | inviato da il 7/12/2005 alle 22:30 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (20) | Versione per la stampa


2 dicembre 2005

Regionali 2006: Da Pippo Baudo alla Borsellino


Dopo le continue indecisioni della sinistra siciliana, spunta a sorpresa Rita Borsellino,come canditata alle primarie che stabiliranno chi sarà il candidato alle tanto attese Regionali del 2006.
 
Acclamata dal popolo e da molti politici dell'opposizione, si ritrova a contendersi il posto alle primarie con Ferdinando Latteri, "nuovo" uomo della Margherita e Rettore dell'università di Catania.
I politici della sinistra siciliana dopo il netto rifiuto di Pippo Baudo, grande uomo dello spettacolo, si erano ritrovati nel più grande sconforto...perchè non esistevano nell'Unione altri personaggi candidabili...anche se l'elettorato di sinistra si è chiesto che fine abbia fatto Claudio Fava, espressione dei Democratici di Sinistra, ampiamente voluto da Rifondazione Comunista e dai Comunisti Italiani.
Crediamo, comunque, che Rita Borsellino possa rappresentare un buon punto d'inizio... perchè avere una donna con così tanto coraggio, in questa terra...piena di omertà, dovrebbe essere un vanto per tutti.
Ma voi cosa ne pensate???

Nelli Scilabra




permalink | inviato da il 2/12/2005 alle 18:42 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (8) | Versione per la stampa


2 dicembre 2005

Intervista a Rita Borsellino

 

Ricordando  Paolo Borsellino si sottolinea spesso il suo attaccamento alla famiglia e il ruolo centrale che essa occupava nella sua vita.

Vuole parlarci della sua infanzia?

In famiglia eravamo quattro fratelli,di cui io la più piccola. Paolo era il secondo e tra noi c’era un rapporto molto particolare,di grande affinità e  complicità. Ricordo che sin da bambini si occupava di me come della sorellina piccola,gli piaceva farmi le coccole.

Spesso per gioco organizzavamo il battesimo delle bambole e Paolo faceva sempre il prete,fin da piccolo ha avuto sempre il ruolo di protagonista. Lui era sempre quello attorno a cui ruotava tutto : nei giochi, tra fratelli, tra compagni di scuola. Era sempre un punto di riferimento per tutti, prendeva la direzione del gruppo perché aveva una spiccata capacità organizzativa,le idee sempre molto chiare.

Qualità che ha avuto modo di sfruttare con il suo lavoro.

Si, lo aiutò molto nel lavoro proprio perché riusciva sempre ad essere chiaro e schematico. Specialmente nei suoi discorsi. Proprio il suo ultimo discorso, fatto nell’atrio della biblioteca comunale,uno dei suoi migliori,era estremamente chiaro,lineare,come se non ci fosse mai una parola fuori posto,perfetto,comprensibile,senza retorica,senza inutili fronzoli.

Torniamo alla sua famiglia : sappiamo che aveva un rapporto molto intenso anche con la madre…

Nostra madre era per lui un punto di riferimento irrinunciabile, essenziale. Anche quando era diventata anziana,con lei parlava tantissimo.

Quando Paolo era procuratore a Marsala volle che la sua famiglia restasse a Palermo,per evitare che la moglie e i figli  subissero un grosso stravolgimento, per dare continuità. E quando Paolo restava per diversi giorni a Marsala spesso allora era mia madre ad andare da lui,e rimanevano insieme due,tre giorni. Capitava che prima di addormentarsi Paolo chiedesse alla mamma di sedersi vicino a lui e di raccontargli di quando era piccolo,come per riscoprire un rapporto d’initmità. E’ una cosa di una tenerezza struggente,che manifestava evidentemente il bisogno di famiglia che era sempre presente in Paolo. Nei 55 giorni che separano la sua morte da quella di Falcone non è un caso che l’unica abitudine che mantenne era proprio quella di andare a trovare sua madre.

Era quindi questa, la sua forza?

Senza dubbio. La forza di Paolo stava proprio nella sua famiglia, nel suo rapporto con figli,fratelli,nipoti. Anche i nipoti erano legatissimi allo “zio Paolo”,per loro era un altro papà. Era capace con tutti i ragazzi di creare un rapporto straordinario attraverso cui,ognuno di loro,si sentiva il preferito. Tutti adoravano lo “zio Paolo” e ognuno si sentiva unico davanti a lui, oggetto di tutta la sua attenzione.

Una piccola curiosità,molti raccontano che avesse l’abitudine di svegliarsi all’alba…

Paolo si alzava presto perché diceva di voler rubare due ore al mondo,e in quelle ore difficilmente lavorava,preferiva dedicarsi a se stesso,alle cose che gli piacevano:curare le sue piante,ad esempio. Paolo aveva delle piante curatissime,mi rimproverava sempre perché io non curavo abbastanza le mie,diceva sempre che avrei dovuto parlare più a lungo con loro.

Tutti sanno quanto la morte di Falcone abbia colpito,cambiato Borsellino. Voi,la sua famiglia, assistevate a questi cambiamenti,vuole parlarcene?

Paolo era rimasto colpito dalla morte di Giovanni Falcone,di un suo amico,ma era altrettanto colpito dalla morte di Francesca,che era anche lei una sua amica,pensate che era stata sua compagna di scuola alle medie. Paolo viveva non soltanto la perdita dei suoi amici,ma anche la consapevolezza,la certezza,della sua morte. Tutte queste cose lo avevano trasformato. Di Paolo ho un ricordo di una persona allegra,capace di esorcizzare ogni momento,attraverso uno scherzo, una battuta…dopo la morte di Giovanni tutto questo scomparve. Aveva sempre questo viso preoccupato,addolorato. Ma soprattutto pensoso,quasi come se già vedesse ciò che c’era dopo.

Mutò anche il suo atteggiamento nei confronti della famiglia?

Penso che negli ultimi giorni della sua vita volesse fare uno strano esercizio per distaccarsi e farci distaccare da lui,come per abituarci a vivere senza di lui. Lo fece soprattutto con mia madre,con cui era sempre stato affettuoso e tenero, mi accorsi che in quei giorni cercava di essere freddo,distaccato. Ricordo che mi accorsi subito di questa sua trasformazione,andai da lui e gli dissi “Ma non vedi che la mamma soffre ancora di più per questo tuo atteggiamento?”

Si racconta spesso di come Borsellino,in quei 55 drammatici giorni che separano le due stragi,dicesse continuamente “devo fare presto” …

“Devo fare presto,perché non ho più tempo” : Lo diceva sempre anche a noi,quando lo pregavamo di allentare un po’,perchè pensavamo non potesse reggere a quei ritmi. Dopo la morte di Giovanni lui cominciò una vita affannosa,sepolta dalla fretta di lavorare,con ritmi impossibili,non aveva più tregua lavorava di giorni e di notte. Al funerale di Giovanni Falcone vi erano magistrati di tutta Italia. Paolo,ci raccontarono dopo i suoi amici,salutandoli disse ad ognuno “la prossima volta verrete per me”. E non solo. A noi familiari non lo disse,ma a molti amici confessò di sapere che a Palermo era arrivato il tritolo destinato a lui. Per lui era come un fatto normale,non diceva mia “se mi ammazzano”,ma “quando mi ammazzeranno”,ne era sempre cosciente.

Molti le avranno chiesto perchè mai, visto com’era cosciente del pericolo,Paolo Borsellino non si mise in salvo,non abbandono tutto…

E’ una domanda frequente infatti. Paolo non sarebbe mai venuto meno al suo impegno. E poi vi era una sorta di debito morale nei confronti di Giovanni.


Elena Piazza




permalink | inviato da il 2/12/2005 alle 18:38 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa

sfoglia     novembre   <<  1 | 2 | 3  >>  
 

 rubriche

Diario
Mafia
Politica
Pubblicazioni Aprile 2005
Pubblicazioni Luglio 2005

 autore

Ultime cose
Il mio profilo

 link

Ansa
la repubblica
L'Unità
il Riformista
Antimafiaduemila
il Sole 24 Ore
Libera
ContrariaMente
Centro Pio La Torre
Addiopizzo

Blog letto 1 volte

Feed RSS di questo blog Rss 2.0

Feed ATOM di questo blog Atom